Hor

Mi chiamo Hor.
Ma chi è questo: io – Hor? Sono soltanto una persona? Oppure sono due persone contemporaneamente e possiedo le esperienze della seconda? Sono molte persone contemporaneamente? E tutte le altre persone che io sono vivono là fuori, oltre quell’ultima, estrema parete? E non sanno nulla delle loro esperienze, nulla dei loro ricordi, dato che essi non trovano dimora presso di loro, la fuori? Ah, ma da Hor restano, vivono con la sua vita, lo assalgono senza pietà. Si uniscono a lui, che se li tira dietro come uno strascico, già ora interminabile, che scivola attraverso le sale e le stanze e sempre più cresce, cresce.
Oppure qualcosa di mio arriva fino a voi là fuori, a quell’uno o a quei molti che siete tutt’uno con me come le api e la loro regina? Mi sentite, membra del mio corpo sparso? Sentite le mie impercettibili parole, ora o fuori del tempo? Per caso cerchi me, oh mio altro io? Cerchi Hor, che sei tu stesso? Cerchi il tuo ricordo che è presso di me? Forse che, come stelle, ci avviciniamo l’uno all’altro attraverso spazi infiniti, passo dopo passo, immagine dopo immagine?
E arriveremo mai a incontrarci, un giorno o fuori del tempo?
E che cosa saremo allora? O non saremo più? Ci annulleremo a vicenda come il sì e il no?
Ma di una cosa puoi essere certo: io avrò serbato tutto con cura.
Il mio nome è Hor.

 

tratto da “Lo specchio nello specchio”, di Michael Ende

Horultima modifica: 2011-04-11T18:04:00+02:00da fireinmyhands
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2 pensieri su “Hor

  1. Anch’io sono un po’ Hor. Mi sono sempre sentita divisa tra mille voci interiori discordanti, un campo di battaglia dove la mente e il cuore si contendevano l’azione. La bassa autostima aumentava l’indecisione nelle scelte, persino in quelle banali, costringendomi a pensare e a ripensare ai pro e ai contro, al perché delle varie opzioni. Come Hor, mi tiravo dietro i pensieri simili a un pesante strascico che non mi abbandonava mai e che si alimentava dalle mie paure, in particolare da quella di sbagliare. Tutto ciò era estenuante e doloroso.
    Senza un “centro di gravità permanente”, citando Battiato, tutti gli aspetti del mio Io, si combattono senza sosta per prevalere l’uno sull’altro, per conquistare un trono che non spetta a nessuno di loro. Come nel nostro sistema solare, solo un pianeta si trova al centro, tutti gli altri ruotano intorno ad esso.
    Il Sé, la vera essenza della psiche, è il Sole, non l’Io.
    Affrontando le mie paure e con l’aiuto della spiritualità, in qualunque modo ognuno di noi la intenda, posso “centrare” il mio universo interiore.
    Purtroppo per me, la consapevolezza da sola non basta…
    Spero tanto di poterci riuscire un giorno e lo auguro di cuore anche a te caro fire!
    Un abbraccio,
    Magnolia

    Equilibrio: armonica proporzione tra le componenti. Convivenza e conciliazione di forze, elementi, atteggiamenti e simili, contrastanti.

    Armonico: che è ben proporzionato, ben accordato in ogni sua parte.

  2. Comprendo alla perfezione ciò che scrivi. Mi piace, in particolare, quando dici che tutti gli aspetti del tuo io si combattono senza sosta per PREVALERE l’uno sull’altro, per CONQUISTARE UN TRONO CHE NON SPETTA A NESSUNO. Mi piace perché è estremamente chiaro e non avrei saputo spiegarlo meglio. Quindi, ti faccio i miei complimenti! 🙂
    Personalmente ti dico che vengo da giorni in cui sento di aver perso un po’ il contatto con me stesso, perché sono dominato dalla paura. Dalla paura di sbagliare, che scelga una cosa o l’altra. Poi aggiungiamoci che ci sono persone che, utilizzando cose come “ti dico questo perché ci tengo a te”, di fatto mi gettano un po’ nello sconforto, perché mi prospettano un futuro pieno di incertezze, da un punto di vista lavorativo, essenzialmente.
    Voglio rilassarmi un attimo, interrogarmi con serenità, senza giudicarmi. Voglio comprendere quale sia la cosa migliore per me. Dopodiché voglio agire.
    Concordo con te sul fatto che, da sola, la consapevolezza non basta (infatti se ricordo bene l’ho scritto in uno dei miei primi post, qui), però è fondamentale. Se non ci fosse consapevolezza non si potrebbe passare all’azione, o meglio, ad un agire “mirato”, operando delle scelte che siano davvero nostre, e non di qualcun altro.
    Ti ringrazio per questo commento e per l’augurio, che ricambio, con sincerità.
    Un abbraccio a te,

    f.

    P.S.: l’equilibrio è la cosa più difficile, ma anche l’unica di guidarci senza tentennamenti. Ciò che è armonico è ben proporzionato, ben accordato in ogni sua parte, come scrivi. Ed anche qui entra in gioco l’accettazione, secondo me. Accettando la propria ombra, si compie un bel passo in avanti in direzione dell’armonia. Finché si lotta contro se stessi, in particolare contro quella parte di sé che ognuno ha (e di cui non si è fieri) ci si trova sempre dissociati, divisi.

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