Chi sono?

Non credo di essere mai stato abbastanza bravo nel descrivermi. Ogni descrizione, del resto, tende a mettere in evidenza quegli aspetti che a scrive(e DEscrive, quindi) sembrano più importanti e a tralasciare altri che, secondo il suo giudizio, sono trascurabili. Avevo comunque voglia di raccontare qualcosa su di me. Mentre ero alla ricerca di un certificato, sono sbucate, all’improvviso, due pagine che risalgono agli anni in cui frequentai la terza elementare(quindi un bel po’ di anni fa, effettivamente). Riporto qui quello che vi è scritto:

I° quadrimestre

L’alunno nuovo della classe(nuovo perché avevo cambiato scuola), ha instaurato rapporti di amicizia con tutti. Lavora volentieri in gruppo e collabora. Interviene spesso perché desidera chiarire le idee, i giudizi, le impressioni. Deve essere stimolato a perseverare nel lavoro iniziato senza aver fretta di finire.

Ancora oggi, queste affermazioni possono dirsi valide, per me. Potrei aggiungere che, in realtà, oltre a volermi chiarire le idee, intervenivo(ed intervengo quando affronto una cosa nuova, che non conosco o che non ho compreso del tutto) perché ero(e sono tuttora) estremamente curioso. Andiamo avanti:

II° quadrimestre

La capacità di autonoma ricerca e studio lo porta a documentare le proprie conoscenze ed ampliare l’orizzonte dei dati acquisiti, ad arricchire il suo patrimonio di idee. Tende a realizzare il proprio lavoro in forma sempre più individuale, anche se è pronto alla cooperazione.

Qui si assiste ad una svolta: mi rendo conto che mi piace stare con gli altri, giocare, trascorrere un po’ di tempo insieme. Ma, parafrasando il grande De Andrè, “quando si studia, si studia soli”. Non ho mai preparato un esame con un’altra persona, ad esempio. Ho lavorato sicuramente in gruppo, elaborato delle relazioni di fisica e chimica, aiutato qualche compagno in difficoltà con qualche materia. Però, per farlo, dovevo comunque avere una vaga idea della cosa trattata, naturalmente. Lavorare, o per meglio dire studiare, per la prima volta, un argomento… no, per me è qualcosa che va fatto da soli. Continuiamo con altre due valutazioni, sempre relativi a quell’anno, più brevi:

I° quadrimestre

La particolare sensibilità gli rende più facile un comportamento coerente con i principi che apprende.

II° quadrimestre

E’ affascinato da ogni fatto o figura che richiami il soprannaturale.

Neanche questo, credo, sia cambiato. Questo non vuol dire che io sia sempre coerente, anzi… e qui riporto un passo di Osho che condivido in pieno:

“Io sono coerentemente incoerente, questa è la mia coerenza. Ecco perché non posso definire me stesso: la definizione di oggi potrebbe non adattarsi più domani. Non mi posso definire, perché sarebbe come definire una nuvola, o un oceano, o un albero in crescita, o un bambino. Io cambio continuamente, perché il mutamento è l’anima stessa della vita. Fatta eccezione per il cambiamento, nulla è eterno. No, non mi potete etichettare: non sono un oggetto. Io sono un fiume, una nuvola che cambia continuamente la sua forma. La mia idea di consistenza è radicata in questo continuo mutare, in questa danza dinamica che ha nome vita…”

Della brevissima valutazione del II° quadrimestre, non posso far altro che confermare che ancora oggi è così. Forse proprio in virtù della mia curiosità. Ma non mi definirei un credulone, o una persona che accetta passivamente un dogma di fede. Sarà forse troppo nobile, come definizione, ma io mi sento una persona che è alla ricerca di una sua verità spirituale. Ci sono stati diversi passi avanti, da quando ho iniziato il mio percorso, ma non mi sento arrivato. Forse non mi sentirò mai “arrivato”, e magari è proprio questo il modo giusto di vivere la propria spiritualità: ci sono cose che mi fanno stare bene, che mi tranquillizzano quando sono spaventato, nervoso o semplicemente non riesco ad accettare qualcosa che è successo. Queste cose sono la preghiera e l’affidamento. Affidamento ad un’entità superiore, non è necessariamente “Dio” o “Allah”… è un’entità della cui esistenza sono certo, perché ho delle Sue manifestazioni nella vita di tutti i giorni. Con questo non intendo dire che non ho mai alcun dubbio… i dubbi ci sono, naturalmente, ma fanno parte della mia natura di essere umano. Oddio, ma quanto sto scrivendo? 😀 Vabbè, per ora è tutto, spero che questo post sia servito a dare qualche elemento in più di un semplice nick “fireinmyhands”. Perché l’ho fatto? Perché a me piace, quando leggo qualcosa o guardo un film, ad esempio, andare poi ad approfondire la conoscenza dell’autore, attraverso gli altri lavori, citazioni, e perché no, anche qualche informazione sul suo passato, sulle esperienze fatte. Mi consente di comprendere meglio determinate cose, determinati passaggi, determinate scene(ovviamente lo faccio per gli autori che apprezzo, in misura maggiore).

A presto,

 

f.

Chi sono?ultima modifica: 2011-04-01T12:05:47+02:00da fireinmyhands
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