09/12/2009

Tentativo reale di distacco #1

Vado via

Vado via

per non soccombere.

Vado via

per non rispondere.

Vado via

per non tornare.

Vado via.


Vado via
, cazzo, vado via. Anzi, VADO VIA! Mi dileguo, sparisco, isolo tutte le voci che mi parlano ancora di te. Vado via perché non è più tempo di valutare, di dire e di fare. Vado via, provo a farlo senza rancore. Vado via perché merito di essere felice. Vado via perché la mia vita appartiene solo a me. Vado via perché la strada percorsa fin qui mi impedisce di tornare sui miei passi. Vado via e ti dedico queste mie parole, anche se so che non le leggerai mai. Sei stata importante, per me, lo sei stata davvero. Non mi aspetto che tu possa cercarmi. Non so neanche se è questo ciò che voglio davvero. Forse voglio cominciare a coltivare un po' la relazione con me stesso. Vado via, perché in caso contrario vivrei di ricordi. Vado via perché la mia vita ha bisogno davvero di un nuovo inizio. Questo blog è un nuovo inizio, le giornate che sto vivendo sono un nuovo inizio. E sono un inizio di cui non fai parte. Quindi vado via. Non rinnego nulla di ciò che stato, però appartieni al passato. Ti sono grato. Anche se non sembra, lo sono davvero. Ciao.

28/11/2009

Un po' di consapevolezza(si spera!)

Mi riprendo ora, dopo due giorni in cui sono stato davvero male, davvero assente a me stesso. Ho litigato con un amico e con mia sorella. Ho provato la voglia di mettermi in contatto con la mia ex, ma, finora, non l'ho fatto. Un tempo avrei cercato un minimo pretesto, pur di chiamarla, ma adesso le cose cominciano a cambiare. Non voglio. Non fa per me. E posso essere felice, ANCHE senza lei. Il problema è che ogni tanto me lo dimentico, e quando me ne ricordo scopro che questa cosa è vera soltanto a metà. Si percorrono tante strade, nella vita. Ne esiste una che vorrei fosse molto breve, perché sono nauseato dal "tanfo" che sembra caratterizzarla. Quella "puzza" è il dolore. Può essere dolore dovuto ad una separazione, ad una lite, alla solitudine...o a tutte queste cose messe insieme. Una volta me la squagliavo. Fuggivo, a gambe levate...viaggiavo...credendo ingenuamente che allontanandomi da quella che ritenevo essere la fonte, il luogo fisico in cui si generavano i miei problemi potessi in qualche modo superarli, oltrepassarli, scacciarli, spazzarli via per sempre. Le cose non stanno così, ovviamente. E, in ogni caso, è meglio affrontarlo, questo dolore...una volta un'amica mi scrisse una frase molto bella: "nella vita c'è molta sofferenza, e forse l'unica sofferenza che si può evitare è la sofferenza di cercare di evitare la sofferenza"(Ronnie Laing). Concordo e sottoscrivo. Quindi stavolta non voglio evitarlo, non voglio dimenticarmi di me, della mia realtà, della mia tristezza. Vado incontro al mio dolore, come se andassi incontro alla vita. Ne uscirò più forte. Più consapevole. Più maturo.

24/11/2009

Un sogno in due parti

Prima parte

C'erano i miei compagni del liceo. Di alcuni ricordo il volto, di altri soltanto la voce. Siamo tutti insieme e stiamo tornando a casa. Ad un certo punto ci troviamo davanti ad una discesa, caratterizzata dall'avere, in successione, dei ponti piccoli, quasi degli archi. L'unico modo per raggiungere la nostra destinazione, mi dicono, è saltare su ognuno di questi ponti. Comincio a saltarne qualcuno, e trovo la cosa anche piuttosto divertente. Ad un certo punto, però, mi fermo: il ponte che ho davanti mi sembra troppo lontano, non credo di poterlo raggiungere con un salto. E' uno degli ultimi, infatti vedo chiaramente che alcuni dei miei compagni sono arrivati alla fine del percorso. Resto fermo lì, ho paura. Lo ammetto davanti a tutti: "non salto, perché ho paura". In risposta mi dicono: "salta, non ti preoccupare, noi l'abbiamo già fatto...non hai nulla da temere!". Mi ritrovo a casa, con tutti. Incuriosito domando:"ma com'è finita poi la faccenda del ponte? Come ne sono venuto fuori?". Salvatore, un amico, mi risponde: "eri troppo concentrato sulla tua paura, non hai visto che quello era solo un ponte, alla fine, anche se sembravi in trance, l'hai saltato anche tu!". La risposta non mi soddisfa del tutto, però.


Seconda parte





Rivedo la mia penultima ex. Recentemente si è messa in contatto con me, nella vita reale, per ringraziarmi di una telefonata che le ho fatto diversi mesi fa, quando venni a sapere che stava molto male. Trascorriamo una giornata passeggiando per la città nella quale abbiamo convissuto. Avverto dentro di me una sensazione poco piacevole. Ci salutiamo. Non so poi chi dei due telefona all'altro, fatto sta che le dico:"sarebbe stato meglio non vedersi". E lei, pronta:"lo sapevo...adesso stai per dirmi che ti ha fatto male, stare con me, oggi, e che ti sei reso conto di amarmi ancora, vero?". Io rimango sconvolto dalla sua presunzione, anche se cerco di non darlo a vedere e, con il massimo della sincerità di cui sono capace, le rispondo:"no, al contrario. Ho capito che io e te siamo due persone completamente diverse, lontani anni luce. E non provo alcun sentimento, per te." Ed è vero, le cose stanno esattamente così. Allora come spiegare questo sogno? Non lo so. So solo che ogni tanto mi capita di fare dei sogni un po' "particolari", che al momento non mi comunicano nulla, poi con il passare del tempo diventano più chiari. Credo che(alcuni) sogni siano il modo in cui il nostro inconscio ci insegna qualcosa su di noi, qualcosa che non sapevamo, ma che d'ora in avanti non potremo più ignorare.

E allora cosa significano questi due mini-sogni? Per quanto riguarda il primo, credo che la mia "paura di saltare" sia la paura di lasciarmi tutto alle spalle, di ricominciare davvero. E a questa associo la paura di accettare fino in fondo che determinate situazioni e persone siano del tutto estranee alla mia vita, in questo momento. Quindi da un lato c'è questa paura, dall'altro la consapevolezza del fatto che una relazione(ormai finita da tanti anni) non può andarmi bene, adesso. Perché ho sognato la mia penultima ex invece dell'ultima? Questo non lo so davvero, forse perché è ripiombata nella mia vita(anche se, per fortuna, si è trattato solo di un attimo!)