26 novembre 2010
6.
Ma allora accadde qualcosa che fece ammutolire tutte le bocche e strabuzzare tutti gli occhi. Nel frattempo cioè il funambolo si era messo all'opera: era uscito da una porticina e camminava sulla corda, che era tesa fra due torri, così che era sospesa al di sopra del mercato e della folla. Ma quando era giusto a metà del percorso, la porticina si riaprì e ne saltò fuori un tipo variopinto simile a un buffone, il quale andò a rapidi passi dietro al primo: "Muoviti, sciancato" gridò con voce terribile "muoviti poltrone, impostore, faccia sbiancata! Se non vuoi che ti solletichi con il mio calcagno! Che stai a fare qui fra le due torri? Dentro la torre dovresti stare, lì ti si dovrebbe rinchiudere, te che sarri la strada a uno che è migliore di te!" E a ogni parola che diceva gli si faceva sempre più vicino. Senonché, quando non era più che a un passo da lui, avvenne la cosa terribile, che fece ammutolire tutte le bocche e strabuzzare tutti gli occhi: cacciò un urlo da indemoniato e superò con un balzo quello che gli impediva il cammino. Ma l'altro, vedendosi superato dal rivale, perse la testa e l'equilibrio; lasciò cadere l'asta e schizzò, più veloce di questa, giù nel vuoto con un mulinello di braccia e gambe. La piazza e la folla sembrarono il mare quando è investito dalla tempesta: tutti fuggivano da tutte le parti, ma poi si ritrovavano a calpestarsi, e ciò soprattutto là dove stava per schiantarsi il corpo.
Zarathustra invece rimase fermo, e proprio accanto a lui venne a cadere il corpo, malridotto e spezzato ma non ancora morto. Dopo un momento, lo sfracellato riprese coscienza, e vide Zarathustra inginocchiarsi accanto a lui. "Che cosa fai tu qui?" disse infine; "sapevo da un pezzo che il diavolo mi avrebbe dato lo sgambetto. Ora mi trascina all'inferno: vuoi forse impedirglielo?"
"Sul mio onore, amico," rispose Zarathustra "niente di quello che tu dici esiste: non esiste il diavolo e non esiste l'inferno. La tua anima morirà prima ancora del corpo: non aver dunque più paura di niente!"
L'uomo guardò Zarathustra con diffidenza. "Se tu dici la verità," disse poi "allora io perdendo la vita non perdo niente. Non sono molto più di un animale a cui è stato insegnato a ballare a forza di bastonate e di bocconi striminziti".
"Ma no" disse Zarathustra "tu hai fatto del pericolo il tuo mestiere, e in ciò non c'è nulla da disprezzare. Ora perisci per il tuo mestiere: per questo ti seppellirò con le mie mani."
Quando Zarathustra ebbe detto ciò, il moribondo non rispose più; ma mosse la mano, come cercando la mano di Zarathustra per ringraziarlo.
01:24 Scritto da: fireinmyhands in libri e fumetti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: così parlò zarathustra, funambolo, corda, calcagno, migliore, diavolo, inferno, nietzsche | OKNOtizie |
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