25 ottobre 2010
fire, un anno dopo
Oggi fanno esattamente trecentosessantacinque giorni che non sento la mia ex. L'ultima volta, un anno fa, appunto, abbiamo avuto la nostra ultima conversazione. Io le parlai brevemente dei progetti che ero intenzionato a portare avanti e le dissi che non l'avrei più cercata. Lei era stata chiara, quella volta... e dopo mesi in cui ci siamo lasciati e presi più volte, anche a me quella sembrava l'unica soluzione possibile. No, non mi sembrava affatto l'unica soluzione possibile... io avrei fatto qualunque cosa pur di riprovarci, avrei dato un'altra chance a quella storia. Nonostante mi rendessi conto che con lei non è che poi stessi così bene... e poi aveva tanti problemi, lei... ed io me li ero accollati dal primo all'ultimo. L'avevo fatto perché la mia vita mi sembrava insignificante, forse... e poi anche perché mi giudicavo una pessima compagnia... in altre parole non ero capace di stare da solo, senza un partner. Non avevo alcuna relazione con me stesso.
Sono un po' triste. Giusto un po', però. Sono contento di aver fatto così tanti passi in avanti, in quest'anno... l'altro giorno parlavo con una mia comune amica e sono riuscito a ridere del ricordo di una giornata con la mia ex. Oggi non mi ficcherei più in situazioni complicate come quella, e questo lo devo al mio percorso. Oggi comincio ad accettarmi per quello che sono, con tutti i miei limiti, tutti i miei difetti. Una volta volevo a tutti costi essere il migliore. In ogni campo. Roba che pensavo che se mi fossi interessato a qualsiasi cosa, ne avrei saputo più di tutti. Volevo vincere. Riscattare una vita intera fatta di soddisfazioni a metà. Voti alti, successi in ogni campo, ma dei quali non ho mai goduto appieno, perché tutto sommato dipendevo dal giudizio degli altri. E per altri intendo i miei genitori, in primis. E poi il mio partner e gli amici più cari. Cercavo sempre di accordare la mia visione delle cose alla loro. Ora so che esisto anch'io. Che le mie idee sono importanti, come quelle di chiunque altro... e vanno rispettate. Chi non lo fa, non può poi pretendere che io prenda in considerazione ciò che ha da dire. In realtà ci sarebbe così tanto da dire che quelli di Virgilio mi chiuderebbero il blog per "post eccessivamente lungo", forse... :D
Sono qui, e condivido con voi anche questa malinconia odierna. Fire non è tutto "la vita è bella", "prendi le tue difficoltà come un'opportunità" and so on... Fire è umano!
Buona serata a voi tutti,
fire
19:31 Scritto da: fireinmyhands | Link permanente | Commenti (9) | Segnala
| Tag: ex, triste, progressi, relazione, me stesso, giudizio, umano | OKNOtizie |
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Commenti
Ciao Fire,
ti leggo spesso da quando ti ho scoperto, e leggo la tua malinconia nelle tue parole
mi sento solo di dirti che ciò che sei e figlio di ciò che hai passato
e non mi sembri proprio questa brutta persona :p
a presto e in bocca a lupo per tutto
Scritto da: MONADE | 30 ottobre 2010
Ciao MONADE,
concordo: io sono il risultato di ciò che è stata la mia vita finora. Le esperienze fanno parte del vissuto di una persona. Però, fino ad anno fa, io minimizzavo quelle negative.. mi raccontavo che in fondo non erano poi così importanti e determinanti per lo sviluppo della mia personalità e del mio carattere. E mi prendevo le colpe di ogni cosa... la tipa mi lasciava? Era colpa mia. Mio padre mi considerava molto poco, non sono riuscito quasi mai a sentirlo accanto, eppure di momenti in cui avrei avuto bisogno anche solo di una parola gentile ne ho avuti diversi. Io mi odiavo. Per tante cose, davvero. Ora, grazie al percorso intrapreso da un anno a questa parte, riesco a "vedere" che cos'è successo davvero. E provo compassione per ciò che sono stato. Cercavo di mascherare la sofferenza in vari modi... come ho detto recentemente ad un'amica: ora il problema non è più "vedere" come stanno le cose... ora mi dico: "ok, le cose stanno così... hai fatto questo, questo e ancora questo. Cosa vuoi farci con tutto ciò? Preferisci stare lì a commiserarti o vuoi vivere?" E' un po' come avere occhi nuovi.
Crepi il lupo e grazie per il passaggio ed il commento,
Fire
Scritto da: fireinmyhands | 01 novembre 2010
@MONADE: ho provato a lasciare un commento sul tuo blog, ma non ho nessuno degli account elencati in "Commenta come"! :(
Scritto da: fireinmyhands | 01 novembre 2010
E a noi Fire piace proprio perchè è umano... te lo dico io che lo sono fin troppo, che ci provo e cado, cado ogni giorno, fino a trovarmi come oggi senza forze e speranze.. ma il tuo post mi restituisce un po' di fiducia, forse chissà un giorno, ce la potrò fare anche io..
Scritto da: Layura | 02 novembre 2010
Ti ringrazio per questo commento, Layura. É bello sapere di riuscire a trasmettere qualcosa di positivo, come la fiducia. Se tu cominciassi a credere in te e nelle tue potenzialità, potresti scoprire un mondo nuovo! Il cambiamento parte sempre da se stessi, secondo me. In bocca al lupo e... non mollare! :-)
Scritto da: fireinmyhands | 04 novembre 2010
..ci provo, mollo e riprendo, spero di non mollare definitivamente.. ti abbraccio
Scritto da: Layura | 05 novembre 2010
Questo dipenderà solo da te, lo sai. Ricambio l'abbraccio, Layura. E buon weekend! :)
Scritto da: fireinmyhands | 06 novembre 2010
Ehi, ciao, è da tanto che non ci sentiamo.
Questo tuo post l’ho letto solo ora. Avevo talmente tanti casini dentro che per tutto questo tempo me ne sono stata nel mio cantuccio buio a riflettere.
È buffo ritrovare tra le tue righe il mio “Problema numero uno”, ovvero la “tendenza” (ma nel mio caso più che di tendenza si tratta di vera e propria “patologia”) di -Voler a tutti costi essere il migliore. In ogni campo.-
Diamine… è una cosa stressante e destabilizzante. Non sapere se essere ciò che si è o ciò che ci è stato insegnato ad essere (ovviamente presupponendo dei grandi vantaggi a lungo termine ma scarsissimi nel presente).
Aaaaah. Sto cercando un equilibrio.
Scritto da: aesha | 16 novembre 2010
Ciao aesha, scusa il ritardo con cui rispondo, ma novembre è sempre un mese incasinato, per me. Avrei voluto condividere tante cose, qui, ma non mi è stato possibile. Mmm... tu parli di "patologia"... beh, ti confesso che agli inizi era così anche per me... poi piano piano sto imparando ad accettare che ci sarà sempre qualcuno "migliore" di me(ma anche peggiore, eh) in ogni campo, quindi ogni confronto, da questo punto di vista, è puramente inutile. E poi ognuno ha un suo percorso, tempi che sono tutti suoi. Interessi diversi, che magari a volte rallentano un po' la strada che porta al raggiungimento degli obiettivi che s'intende realizzare. In questa settimana ho imparato che la consapevolezza può portare molto dolore, però è un passaggio obbligato per andare un po' più su. Il mio cammino mi porta a comprendere anche questo dolore che, altrimenti, resterebbe lì a far danni. Ma ora concludo, anche perché(stranamente) ho un po' sonno... e vengo alla tua ultima frase: "Non sapere se essere ciò che si è o ciò che ci è stato insegnato ad essere(ovviamente presupponendo dei grandi vantaggi a lungo termine ma scarsissimi nel presente)". Ecco, riguardo a questo posso dirti che fare qualcosa(una cosa qualsiasi) per accontentare un'altra persona mi provoca un successivo risentimento. Oggi ho scelto di essere me stesso fino in fondo. Ho detto di "no" ad un amico, che mi ha invitato a casa sua. Ho deciso di non reagire ad alcune provocazioni perché avrei scatenato una "guerra" inutile. E ne sono contento. Potresti chiederti: "ma cosa voglio fare davvero, io? Questa persona mi ha proposto questa cosa, ma io cosa ne penso?"Domande come queste mi hanno aiutato a fare chiarezza. Risultati scarsi nell'immediato? Mmm... forse, però dipende anche dai punti di vista. Io devo ricordarmi di essere sempre "amico" di me stesso, prima di esserlo con gli altri.
Un caro saluto,
fire
P.S.: a me la parola equilibrio fa sempre pensare ad un passo di "Così parlo Zarathustra" di Nietzsche, in cui c'è un funambolo e un buffone che lo insegue... ho appena deciso che lo pubblicherò come prossimo post! :D"
Scritto da: fireinmyhands | 26 novembre 2010
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